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Preservare il valore nutrizionale dei foraggi

Le fermentazioni indesiderate riducono il valore nutrizionale del mangime e l'appetibilità della razione alimentare

I foraggi alla raccolta contengono una serie di microrganismi benefici, come i batteri lattici, e altri indesiderati, come clostridi, lieviti o muffe. La proliferazione dei microrganismi negli insilati porta inizialmente al consumo dell'ossigeno intrappolato nell'insilato, in quella che viene definita fase aerobica. Una volta consumato tutto l'ossigeno, la crescita dei batteri che in assenza di ossigeno formano il lattato comporterà l’acidificazione della massa (con diminuzione del pH < 4 per l’insilato di mais), nella cosiddetta fase anaerobica. Questa acidificazione si tradurrà nella stabilità dell'insilato.

Se l'equilibrio tra i microrganismi benefici e quelli indesiderati è sbilanciato, oppure se la quantità di ossigeno dopo la raccolta è troppo alta, questo processo di acidificazione sarà inevitabilmente rallentato. Ciò creerà condizioni favorevoli alla crescita di lieviti, batteri coliformi, clostridi e muffe. La crescita di questi microrganismi patogeni si traduce in un cattivo odore e una ridotta appetibilità dell'insilato. Ciò porterà in definitiva ad una riduzione del valore nutrizionale e, allo stesso tempo, dell'appetibilità della razione alimentare. Una fase aerobica ideale non dovrà infatti durare più di 3-5 giorni.

La contaminazione dei raccolti con i microrganismi si verifica già sul campo, ma può avvenire anche prima e durante la raccolta. La proliferazione può avvenire dopo l'insilamento, dopo l'apertura dell'insilato (principalmente sul fronte di taglio) o nell’unifeed una volta che l'insilato viene miscelato nella razione alimentare.

Gestire il raccolto prima della raccolta

In caso di insilato d'erba:

  • Puntare ad una resa ottimale con un corretto tenore di zuccheri
  • Applicare quantità sufficienti di fertilizzante almeno 8 settimane prima della falciatura
  • Evitare l'applicazione superficiale di liquame entro 10 settimane dalla falciatura per ridurre il rischio di contaminazione con microrganismi indesiderati
  • Avoid that the dry matter level of grass silage is too high as a result of excessive wilting.

In caso di insilato di mais:

  • L'insilato di mais dovrà essere raccolto all’inizio della maturazione cerosa, i rischi di fermentazioni indesiderate aumentano una volta che il mais verrà trinciato eccessivamente maturo.

Ridurre la contaminazione degli insilati e la crescita di microrganismi patogeni durante la raccolta

Ci sono una serie di misure che possono essere prese al momento della raccolta:

  • Evitare il più possibile la contaminazione con il suolo, in quanto ciò può essere una fonte di batteri anaerobici (es. Clostridium spp);
  • L'insilato di mais dovrà essere raccolto all’inizio della maturazione cerosa, i rischi di fermentazioni indesiderate aumentano una volta che il mais verrà trinciato eccessivamente maturo;
  • Evitare che la sostanza secca del trinciato alla raccolta sia superiore al 32-35%, in tal caso sarà necessaria una lunghezza di trinciatura minore (0,80-0,95cm) che renderà più facile escludere l'ossigeno una volta che verrà realizzata e pressata la trincea.

Riempire correttamente la trincea ridurrà la crescita di microrganismi aerobici e garantirà la successiva stabilità dell'insilato:

  • Assicurarsi che lo spazio di stoccaggio dell’insilato sia pulito, che la superficie sia liscia e che la massa non superi in altezza le pareti della trincea;
  • Organizzare la raccolta in modo tale da evitare il riempimento ritardato della trincea, diminuendo il tempo totale di esposizione all’ossigeno;
  • Adattare il peso del trattore e la velocità di raccolta per garantire una buona compattazione, la densità ottimale di un insilato è di circa 240 kg di SS / m³.

Figure 1: Stabilità di un insilato di mais non trattato, di un insilato di mais trattato con batteri lattici e di un insilato trattato con una miscela di acidi organici. L'insilato è stato aperto dopo 6 settimane di conservazione e la temperatura è stata misurata a intervalli regolari per un periodo fino a 250 ore. Un valore del 120% rappresenta un aumento di 3 °C.

Ridurre la crescita indesiderata di microrganismi durante lo stoccaggio nel silo

Dopo che il trinciato di mais è stato raccolto, ci sono due cose che possono essere fatte per mantenere la qualità dell'insilato mentre è nella trincea. In primo luogo, ridurre il più possibile l'esposizione all'ossigeno. In secondo luogo, stimolare la crescita di batteri benefici che producono acido lattico:

  • Assicurarsi che il silo sia sigillato correttamente e il più rapidamente possibile. Utilizzare plastica di almeno 125 micron, coprire con terra o ghiaia e considerare il rivestimento in plastica delle pareti laterali del silo.
  • Usare le protezioni laterali.
  • Mantenere la chiusura ermetica riparando eventuali danni causati da uccelli o roditori.
  • Utilizzare silos lunghi e stretti invece di quelli corti e larghi, in quanto ciò consentirà una migliore dissipazione del calore della massa ed un più rapido consumo della trincea una volta aperto l'insilato. Il fronte dell’insilato dovrebbe infatti essere rinnovato di almeno 10 cm/giorno durante l’inverno e di 30 cm/giorno in tarda primavera ed estate.
  • Considerare l'uso di additivi, un acidificante con acidi organici a corta e media catena, alla raccolta. Gli acidi organici agiranno sia creando le condizioni sfavorevoli per la replicazione di lieviti, muffe e batteri e sia eliminando direttamente questi patogeni, affinché la massa possa preservarsi nel migliore dei modi.

Gestione degli insilati nell’alimentazione delle vacche da latte

L'assunzione di livelli sufficienti di fibre è essenziale per mantenere il rumine sano e i costi dei cereali, dei mangimi concentrati e composti sono da più di un anno in aumento in tutto il mondo, quindi i costi totali di alimentazione delle vacche da latte possono e devono essere ottimizzati gestendo al meglio la quantità di foraggi (fieni e insilati) nella razione.

La formulazione di una razione ottimale inizia con l'analisi di tutti gli insilati disponibili in azienda. I risultati delle analisi non solo contribuiranno a formulare correttamente la razione, ma saranno anche un buon riflesso di quanto sia stata buona la gestione dei foraggi e degli insilati.

Figura 2: Analisi delle temperature di un unifeed trattato con Selko-TMR rispetto a un unifeed non trattato. 12 ore dopo l'alimentazione, la temperatura dell’unifeed trattato con Selko-TMR è di 6 °C al di sotto della temperatura dell'insilato non trattato, a 24 ore dopo l'alimentazione, la differenza è di 9 °C.

Una volta che l'insilato viene aperto ed aggiunto nell’unifeed si verificherà l'esposizione all'ossigeno e, di conseguenza, i microrganismi potranno tornare ad essere attivi e replicarsi.

La crescita di microrganismi nel fronte della trincea dell’insilato e nell’unifeed può essere ridotta con le seguenti precauzioni:

  • Fresare l'insilato in modo tale che il fronte rimanga liscio e che sia minore una minor superfice esposta all’aria, consentendo una minore penetrazione dell'aria;
  • Trattare la superficie di taglio con Selko-TMR GP per rallentare i processi fermentativi. Nebulizzare 0,25 litri di Selko-TMR GP per metro quadrato di superficie del fronte;
  • La crescita di microrganismi, in particolare muffe, può verificarsi nello strato superiore e nei lati laterali dell'insilato. Nebulizzare 1 litro di Selko-TMR GP per metro quadrato sullo strato superiore e sui lati dell'insilato.
  • Alimentare gli animali due volte al giorno, realizzando due carri miscelatori a distanza di 8-10 ore, per ridurre il periodo di tempo in cui l’unifeed viene esposto all'ossigeno;
  • Mescolare Selko-TMR GP nella razione per ridurre la crescita di microrganismi una volta che l'insilato viene miscelato nell’unifeed.

Da una transizione corretta ad una sana lattazione

Le prestazioni di una vacca da latte durante la fase di lattazione sono fortemente influenzate dal periodo di asciutta e dalla fase di transizione. Una volta che una vacca raggiunge i 30 giorni di lattazione, è molto difficile riuscire a migliorare le sue prestazioni. Lo strumento più importante rimasto, a questo punto, è la qualità dell’alimento che le viene fornito. La gestione dell'insilato prima e durante la raccolta, nel periodo di conservazione e in quello di alimentazione, può avere un enorme impatto sulla qualità dell’unifeed somministrato agli animali. Un'eccellente gestione degli insilati può massimizzare la redditività a livello aziendale e aumentare la sostenibilità in allevamento.

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